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  • Non riesci a dimagrire anche se mangi poco?

    Non riesci a dimagrire anche se mangi poco?

    Hai già provato una dieta, due o forse anche di più.

    Hai mangiato meno, rinunciato a cose che ti paicevano, hai tenuto duro per settimano e all’inizio qualcosa di muovera, ma poi si è fermato tutto. O magari peggio sei tornata al punto di partenza. 

    E ora sei qui a chiederti se il problema sei tu, se non hai abbastanza forza di volontà o se il tuo metabolismo è rotto. Magari pensi che stai facendo qualcosa di sbagliato.
    Quasi certamente la risposta è no, il problema non è la forza di volontà è il metodo. 

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    Perché le diete funzionano all’inizio e poi smettono?

    Questa è la prima cosa fa capire le diete molto restrittive funzionano nel breve periodo. 

    Ecco cosa succede al tuo corpo.

    Prima fase (settimane 1-4) il deficit calorico produce una perdita di peso rapida, parte è grasso e parte è acqua, noi ci sentiamo soddisfatti.

    Seconda fase (settimane 4-8) Il corpo rileva il deficit calorico cronico e attiva meccanismi di adattamento. Il corpo impara a “spendere meno” per sopravvivere con meno, la perdita di peso rallenta e la fame aumenta.

    Terza fase la restrizione diventa insostenibile e torni a mangiare normalmente. 

    Questo meccanismo si chiama addattamento metabolico, non è una debolezza è biologia evoluzionistica. Il corpo non distingue tra “dieta scelta” e “carestia”.

    Il metabolismo lento esiste, ma non funziona come pensi

    ” Ho un metabolismo lento” è una delle cose che sento più spesso in studio e molte volte non è del tutto sbagliato, ma viene usata per spiegare l’inspiegabile. 

    Dieta dimagrante

    Cos’è il metabolismo basale? É la quantità di energia che il corpo consuma a riposo per mantenere le funzioni vitali come respirare, pompare il sangue, mantenere la temperatura corporea e riparare i tessuti. Rappresenta il 60 -70% del consumo calorico totale giornaliero.

    Cosa lo influenza davvero?

    • La massa muscolare: il muscolo brucia più energia del grasso, anche a riposo.
    • L’età: il metabolismo  basale tende e ridursi con gli anni, ma molto meno di quanto si pensi e spesso la causa principale è la perdita di massa muscolare non l’età in se.
    • la composizione corporea: due persone con lo stesso peso ma diversa percentuale di massa grassa e muscolare hanno metabolismi molto diversi
    • la storia di diete: chi ha fatto molte diete restrittive nel corso degli anni può avere il metabolismo basale significativamente ridotto rispetto a chi non ne ha mai fatte.

    Cosa non è il metabolismo lento? Una condizione permanente e immodificabile, il metabolismo può lavorare ma con gli strumenti giusti, non con un’altra dieta restrittiva.

    Mangi poco ma non dimagrisci, le cause più comuni

    perdita peso

    Se hai l’impressione di mangaire poco ma i risultati non arrivano, ci sono alcune cause frequenti da considerare. 

    1 Stai sottostimando quello che mangi non è una critica, ma fisiologia cognitiva. Le ricerche mostrano che le persone tendono a sottostimare le calorie consumate in media del 20 -40%. Non per disonestà ma perché è difficile valutare le porzioni, si dimenticano i piccoli fuori apsto e si sottovalutano i condimenti. 

    2 Stai mangiando poco e male. Pochi alimenti e molto calorie “vuote” (zuccheri e alimenti ultraprocessati) non danno al corpo i nutrienti che servono. Il metabolismo si rallenta, la sazietà non arriva, si finisce per mangiare più di quanto si pensi.

    3 Hai perso massa muscolare con le precedenti diete. Ogni dieta molto restrittiva fa perdere sia grasso che massa muscolare. Meno muscolo = metabolismo più basso = più facile riprendere peso. Il ciclo si ripete ad ogni dieta.

    4 Il problema non sono le calorie, ma i disturbi associati. Gastrite, colesterolo, ipotiroidismo, resistenza all’insulina, sindrome dell’ovaio policistico sono condizioni che influenzano il metabolismo e la composizione corporea. Se c’è un disturbo sottostante non trattato, lavorare solo sulle calorie porta a risultati parziali.

    5 Lo stress cronico. Il cortisolo l’ormone dello stress favorisce l’accumulo di grasso ciscerale (quello addominale). Periodi prolungati di stress lavorativo o familiare, sonno insufficiente, ansia cronica, sono tutti fattori che rendono più difficile perdere peso, anche con un alimentazione corretta.

    La differenza tra perdere peso e migliorare la composizione corporea

    Questo è uno dei concetti più importanti che cerco di trasmettere ai pazienti fin dalla prima visita.

    Perdere peso significa che la bilancia scende, può essere grasso, può essere acqua, può essere massa muscolare. La bilancia non distingue.

    Migliorare la composizione corporea significa ridurre la massa grassa e mantenere o aumentare la massa muscolare, il risultato esteico è migliore e il metabolismo rimanre più attivo. Il peso di mantiene più faiclmente nel tempo.

    Per capire la composizione corporea il peso sulla bilancia non basta. Uso la bioimpendenziometria, uno strumento strumento che misura con precisione masss grassa, massa muscolare e stato di idratazione. Ed è da li che parto per costruire un piano che abbia senso, non da un numero sulla bilancia. 

    Perché le diete online non funzionano e cosa manca

    Le diete che si trovano online non sono costruite su dite, sono costruite su una persona media che non esiste. 

    Non sanno:

    • Se lavori fino alle 20 e spesso salti il pranzo
    • Che hai la gastrite e certi alimenti “sani” ti fanno stare male
    • Che hai 3 figli e cucini per tutta la famiglia
    • Che sei in menopausa e la composizione corporea è cambiata negli ultimi 2 anni
    • Che hai già fatto 4 diete e il tuo metabolismo basale è adattato

    il risultato è che seguire quelle diete richiede una quantità di adattamento e di forza di volontà enorme, perché non partono da te e quando la vita reale interferisce non c’è nessuno che ti aiuti a navigare le difficoltà.

    Il supporto continuo non è un optional!

    Il cambiamento avviene nella quotidianità, tra una visita e l’altra non durante la visita mensile, PEr questo nel mio percorso il contatto settimanale su whatsapp è integrato non aggiunto. PErchè è li nella settimana normale, che si risolvono i problemi reali.

    Cosa funziona davvero per perdere peso in modo stabile

    Non esiste una soluzione rapida, ma esistono approcci che funzionano nel tempo.

    Deficit calorico moderato e sostenibile  in questo modo il corpo non si adatta allo stesso modo e la perdita di peso è più stabile.

    Mantenere la massa muscolare. L’attività fisica in particolare quella di resistenza, aiuta a preservare la massa muscolare durante il calo di peso.

    Aumentare la sazietà non solo ridurre le calorie. Proteine, fibra e acqua sono i tre nutrienti che danno sazietà duratura. Un pasto ricco di preteine e verdure sazia di più di uno con le stesse calorie ma ricco di carboidrati raffinati. 

    Non eliminare categorie di alimenti. Eliminare i carboidrati  o i grassi completamente porta a una dieta che non si può seguire nel tempo.

    Lavorare sui disturbi associati. Se c’è un problema di colesterolo, di gastrite o di equilibrio ormonale va affrontato in parallelo. Spesso migliorare questi aspetti sblocca il calo di peso che sembrava impossibile. 

    Dieta senza risultati quando smettere di provarci da soli

    Ci sono situazioni in cui il fai da te non basta, non perché sia sbagliato volersi gestire in autonomia, ma perché mancano informazioni fondamentali sulla propria situazione specifica. 

    Ha senso rivolgersi da un professionista quando:

    • Hai già fatto più diete senza risultati stabili
    • Il peso si è sempre ripreso, spesso con interessi
    • Noti che mangia sempre meno ma il peso non cambia
    • Hai disturbi associati (colesterolo, gastrite, ormoni) che non vengono considerati
    • Non riesci a capire se quello che fai è corretto o no.

    Il punto di partenza è capire la tua situazione non prescrivere una dieta.

    Hai già provato tutto e non sei soddisfatta dei risultati?

    Nella prima visita facciamo la bioimpendenziometria per capire la tua composizione corporea reale, non solo il peso e analizziamo le tue abitudini alimetnare e la tua storia. Da li costruiamo un piano che abbia sensa per la tua vita, non per una paziente media. 

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  • Reflusso: alimenti che peggiorano i sintomi

    Reflusso: alimenti che peggiorano i sintomi

    Il reflusso gastroesofageo viene spesso percepito come bruciore al petto, tosse secca cronica, reucedine mattutina o nodo in gola. 

    Possono passare anche anni prima che qualcuno faccia il collegamento con lo stomaco. 

    Una volta capito cos’è, il passo successivo è quasi sempre lo stesso farmaci contro i singomi e un’elenco di cibi da evitare e per un pò funziona. 

    Il punto è che i farmaci riducono l’acido, ma non agiscono su quello che lo fa risalire.
    In questo articolo ti spiego cosa causa davvero il reflusso, quali alimenti peggiorano i sintomi e sopratutto cosa puoi cambiare per ridurli in modo stabile nel tempo.

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    Cos’è il reflusso gastroesofageo e perché i farmaci da soli non bastano

    Il reflusso gastroesofageo  è la risalita del contenuto acido dello stomaco verso l’esofago.

    I sintomi più frequenti:

    • Bruciore allo stomaco
    • Rigurgito acido o amaro
    • Sensazione di cibo in gola
    • Tosse secca cronica, spesso notturna
    • Mal di gola ricorrente senza infezione
    • Raucedine mattutina
    • Sensazione di nodo in gola

    I farmaci che vengono solitamente consigliati (omeprazolo, pantoprazolo e simili) riducono la produzione di acido gastrico e tolgono il bruciore. Funzionano bene perché li prendi. 

    Il problema è che non agiscono sulla causa del reflusso, non modificano le abitudini che lo stressano, così appena di smette i sintomi ritornano e molte persone li prendono per anni senza mai uscirne. 

    Alimenti che peggiorano il reflusso

    Non tutti questi alimenti causano reflusso in tutte le persone, ma sono quelli che con maggiore frequenza peggiorano i sintomi e vale la pene tenerli d’occhio.

    cibi reflusso

    Cibi che rilassano il cardias (permettendo all’acido di risalire.

    •  Cioccolato contiene teobromina, che rilassa lo sfintere esofageo 
    • Menta e menta piperita anche nelle tisane e nei chewing gum 
    • Caffè anche decaffeinato in alcuni casi 
    • Alcol sopratutto vino bianco e birra. 
    • Cibi molto grassi rallentano lo svuotamento gastrico e aumentano la pressione sul cardias.

    Cibi che aumentano l’acidità gastrica

    • Pomodoro e derivati (salsa e ketchup)
    • Agrumi e succhi di frutta acidi
    • Aceto (compreso il balsamico)
    • Peperoncino e spezie forti

    Cibi che aumentano la pressione gastrica

    • Bevande gassate come acqua frizzante, bibite e birra

    • Pasti molto abbondanti lo stomaco pieno preme sul cardias
    • Cibi che fermentano facilmente come legumi, cavoli, cipolle crude e aglio

    La dieta per il reflusso non è solo una lista di cibi vietati

    Questo è il punto che molti non considerano.
    il reflusso non dipende solo da cosa mangi, ma anche da come e quando mangi. 

    Due persone che mangiano gli stessi alimenti possono avere esperienze completamente diverse, perché il modo in cui si mangia cambia la risposta gastrica. 

    Le abitudini che peggiorano il reflusso quanto i cibi:

    Coricarsi subito dopo il pasto, quando sei disteso la gravità non aiuta più lo stomaco a trattenere il contenuto. L’acido risale più facilmente. Idealmente si aspettano almeno 2-3 ore tra il pasto e il momento in cui coricarsi. La cena tardi la sera è uno dei fattori che peggiora di più il reflusso notturno.

    Pasti abbondanti e veloci, lo stomaco pieno preme sul cardias, un pasto abbondante mangiato in fretta è doppiamente  problematico. Occupa più spazio  enon viene masticato a sufficienza, rallentando la digestione.

    Abiti stretti in vita la pressione esterna sull’addome aumenta quella interna sullo stomaco e favorisce la risalita dell’acido. Non è una cosa da poco.

    Il fumo la nicotina rilassa il cardia è uno dei fattori che peggiora più significativamente il reflusso e anche quello più difficile da modificare. 

    Cosa può cambiare con l’alimentazione

    dieta reflusso

    L’obiettivo non è azzerare l’acidità gastrica, l’acido gastrico è necessario per digerire le proteine, attivare gli enzimi digestici, proteggere l’intestino dai batteri.

    Ridurlo con i farmaci aiuta nel breve periodo, ma non è la soluzione a lungo termine.  L’obiettivo è ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi di reflusso, lavorando su quello che lo favorisce.

    Cosa fa concretamente un piano alimentare per il reflusso?

    • Identifica gli alimenti nella tua situazione specifica peggiorano i sintomi (non sono uguali per tutti)
    • Costruisce una struttura di pasti che riduce la pressione sul cardias
    • Introduce le modifiche in modo sostenibile, senza svuotare il piatto di tutto quello che ti piace
    • Integra le abitudini posturali e comportamentali che fanno la differenza reale. 

    Non è una dieta restrittiva è un percorso costruito sulla tua vita, incluso il fatto che  esci a cena, che il fine settimana è diverso dalla settimana, che ci sono giorni più caotici di altri

    Cosa mangiare con il reflusso: gli alimenti generalmente tollerati

    Cereali e carboidrati

    • Riso, pasta, pane bianco sono ben tollerati, non acidi e facili da digerire
    • Avena ha proprietà leggermente protettive sulla mucosa
    • Evitare l’integrale in fase acuta, la fibra può aumentare il gonfiore e la pressione

    Proteine

    • pollo e tacchino senza pelle, sono magri e digeribili
    • pesce magro (merluzzo, platessa, sogliola)
    • uova generalmente ben tollerate, meglio strapazzate o in camicia
    • legumi con moderazione in alcune persone creano gonfiore e pressione

    Verdure

    • zucchine, carote, fagiolini e spinaci cotti sono tra le più tollerate
    • patate bollite o al forno neutrali e sazianti
    • evita pomodoro, peperoni, cipolla cruda, algio, broccoli e calovi perché fermentano

    Frutta

    • banana, mela, pera tollerate perché non acide 
    • evita agrumi, ananas, kiwi e frutti di bosco in fase acuta

    Grassi  e condimenti

    • olio extravergine di oliva a crudo in quantità moderate è molto digeribile
    • evita burro in eccesso, panni, fritti e soffritti

    Reflusso notturno cosa fare per dormire meglio

    Il reflusso notturno è spesso quello più fastidioso è anche quello che le persone tollerano di più senza cercare soluzioni.

    Cosa aiuta concretamente:

    • Cenare almeno 2-3 ore prima di andare a letto
    • Evitare snack notturni dopo cena
    • Sollevare la testata del letto di 10-15 cm (non il cuscino che forza solo il collo)
    • Dormire sul fianco sinistro la posizione anatomica dello stomaco favorisce la trattenuta  del contenuto gastrico quando si è sul fianco sinistro
    • Evitare abiti o pigiami stretti in vita

    Quando il reflusso diventa qualcosa di più serio

    Il reflusso cronico non trattato può portare nel tempo a esofagite (infiammazione dell’esofago) e in alcuni casi a condizioni più serie come l’esofago di Berrett. 
    Non per allarmismo, ma per chiarezza.

    Se hai sintomi che durano da mesi, se i farmaci smettono di fare effetto o se compaiono nuovi sintomi (difficoltà a deglutire, perdita di peso improvvisa, dolore al petto) la cosa giusta è parlarne con il medico e fare una valutazione. 
    L’alimentazione supporta il percorso ma non sostituisce la diagnosi medica.

    Il reflusso ti condiziona da troppo tempo?

    Prenota una prima visita, in circa 90 minuti analizziamo la tua storia aliemntare , le tue abitudini e la tua  situazione reale. 
    Da li costruiamo un piano che riduca i sintomi in modo sostenibile, non una lista di divieti ma un percorso adattato a come vivi.

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